È uno dei topic invincibili dei social media. Acchiappa-like, seguitissimo, commenti e following a mani basse. Che sia Instagram, Pinterest o il più pop Facebook, postare sul cibo garantisce un successo sicuro sulle piattaforme digitali. Sarà perché chiunque deve mangiare o più probabilmente perché molti preferiscono vivere per mangiare piuttosto che mangiare per vivere.

img_0087

Ma il cibo non è solo questione di fashion blogger che sui social pubblicano piatti ipercalorici senza poi mai mangiarli nella vita reale.

Se le top model vivono di insalata ed acqua, i comuni mortali stanno invece sfruttando al massimo le nuove piattaforme per nutrirsi, anche in emergenza, e tutte le aziende hanno subito fiutato aria di business.

img_0091

Foodora, Deliveroo, Just Eat, Prime Now o lo stesso Facebook, molti amano avvalersi dei propri piccoli schermi come fossero fedelissimi maggiordomi.

Senza tempo e sempre più pigri. I cittadini del mondo moderno non hanno più voglia neanche di andare al ristorante e ciò che risulta succulento, in tutti i sensi, è un caldo pasto servito a casa in meno di 30 minuti.

Pasti già cucinati e con l’arrivo in Italia di Uber Eats la rivoluzione è completa.

Il mercato delle ordinazioni via app è già negli Usa un mercato da 11 miliardi di dollari. Nel lungo periodo e nell’ampio raggio del mondo gli acquisti potenziali potrebbero ammontare a un guadagno netto di 210 miliardi.

img_0089

Il cibo a portata di polpastrello sullo smartphone è quindi una rivoluzione che può scardinare la concorrenza di supermercati, ristoranti e persino angoli cottura nelle case. Se sei in ufficio e hai voglia di bistecca, le nuove app del cibo te la recapitano direttamente a casa non appena rientri da lavoro la sera.

Assuefazione notevole alla comodità ed effetti collaterali pericolosissimi dunque. Una generazione di sociopatici, ma almeno ben nutriti.

@LolloNicolao

Annunci