Rivelazione incompresa ai figli degli anni 90 e sconosciuta agli over 25. Snapchat è l’app preferita di ogni utente social nato dopo il 2000.

Sembrava impossibile eppure anche Facebook ha iniziato a tremare. L’app che seppellirà definitivamente Twitter è infinitamente più popolare di ogni social network e gode di un ferreo modello di business, ben pianificato prima di ogni lancio sul mercato delle app.

Redazioni e aziende stanno spremendo le meningi sul come poterlo sfruttare al massimo per fare business, intanto il fantasmino che fa sparire in 24 ore ogni post sta facendo a pezzi il mercato dei suoi competitor.

Ma se non c’è solo il fattore generazionale da porre in primo piano, quale sarà il segreto della potenza di questa apparente applicazione da cellulare bimbominkiesca?

Non solo emoticon simpatiche e grotteschi effetti con cui modificare le foto, Snapchat è potente grazie a un attento studio dei social network.

Nato nel 2011, figlio di Bobby Murphy ed Evan Spiegel, il fantasma sembra aver nascosto sotto il lenzuolo tutti i vantaggi che hanno reso grandi gli altri social media di successo.

Se non vi ricordate di Cell, il cattivo che nel manga e cartone animato Dragonball era nato artificialmente grazie a un mix delle cellule di tutti i più forti guerrieri del pianeta, basterà fare un breve recap.

Una chat rapida come Whatsapp, la condivisione di foto come Instagram, la personalizzazione di Facebook come in un diario personale istantaneo, il flusso delle dirette su un tema come un qualsiasi live tweeting di Twitter.

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Snapchat al momento sembra invincibile e toglie spazio a qualsiasi altra app. Ha reso le altre inutili ed è molto rispettoso del diritto all’oblio. Conta solo il momento, i grandi temi possono essere seguiti con la funzione “discover” e tutto sparisce nell’arco di 24 ore senza lasciare memorie scomode.

A meno che l’utente non voglia salvare qualche post, nulla di compromettente rimarrà nella rete.

Se i social network affermano il 2.0, Snapchat potrebbe essere precursore del 3.0, una realtà in cui si intreccia diretta e multimedialità.

Un fenomeno da seguire, forte dei suoi spazi rivenduti a carissimo prezzo a testate giornalistiche ed aziende avanguardiste. Unica incognita di cui tutti sono curiosi il lancio in borsa atteso nelle prossime settimane. Incerto come quello di Facebook, catastrofico come quello di Twitter o sorprendente nel regalare un nuovo successo, quello dei socialmedia in borsa.

Non resta che attendere con gli smartphone in mano, pronti per catturare lo snap decisivo. Per tutti i competitor si raccomanda qualche idea brillante, come Goku che contro Cell scelse di affidare le sorti dell’umanità al figlio Gohan, l’unico guerriero che il nemico non poteva conoscere.

Una metafora che sarà utile al controattacco di Facebook, alla resurrezione di Twitter, oppure all’avvento di un altro eroe 2.0, fortissimo e inatteso, tanto da battere il fantasma idolatrato dai 15enni?

@LolloNicolao

 

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