Per molti rimane un pasticcione, per altri è un genio della comunicazione, protagonista della remuntada elettorale a cui non credeva nessuno.

Donald Trump è stato certamente bugiardo, ma l’era dei social e della cosiddetta post verità gli hanno permesso di mettere in atto una strategia aggressiva e politicamente efficace.

Non era Machiavelli a giustificare i mezzi impiegati per un qualsiasi fine politico? Trump non avrà un approccio comunicativo presidenziale, ma l’analisi di alcuni dei suoi ultimi tweet hanno sul pubblico un effetto diretto e dirompente.

@realDonaldTrump non è un profilo qualsiasi. Oltre ad essere l’account Twitter ufficiale del presidente eletto è anche ricco di contenuti che fanno arrabbiare, sorridere, distrarre, che intrattengono insomma,  questo è l’X factor del suo successo.

The Donald ha persino attaccato Arnold Schwarzenegger per la sua incapacità nel condurre “The Apprentice”, suo storico show che lo vedeva come protagonista.

Ora però, per capire quanto il suo tweet-linguaggio sia efficace,  abbiamo tre divertenti esempi tratti dalla sola giornata del 9 gennaio.

1) img_0396

L’ennesimo attacco ai vicini messicani. Qualcuno sceglie di investire in territorio Usa invece che andare altrove, chissà, in Città del Messico? Applausi. Trump non resiste ad un elogio perfino ai connazionali della Fiat, forse primo intervento del futuro presidente che coinvolge indirettamente l’Italia.

2)

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C’è l’ennesima donna che, chissà come mai, lo attacca ricordando qualche sua vecchia gaffe. Replica diretta a tu per tu, in fondo Trump ascolta tutti. “Meryl Streep, una donna sopravvalutata ad Hollywood. È una…”

In fondo ha solo tre premi Oscar e 19 nomination. I soliti fumati quelli di Hollywood nel prendere seriamente le parole di un’attricetta così.

3)

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“I media diffondono falsità e bugie”. Chapeau, nulla da aggiungere. È vero, forse davano Hillary Clinton per netta vincitrice e l’8 novembre non è stato così.

Che piaccia o meno, Donald Trump avrà milioni di difetti e lo aspettano almeno 4 anni di presidenza nella più grande democrazia del mondo ricoperto da enormi responsabilità. Tutto questo sarà per molti drammatico, ma quel che accadrà sul suo profilo Twitter potrebbe mostrarsi sublime.

Triste, perché non è ovviamente l’unico potenziale offerto dai social media, ma Donald Trump usa queste piattaforme meglio di molti altri.

Sembra aver capito come funzioni il giocattolo Twitter ad esempio. Ilarità o indignazione generano sempre retweets e likes. In fondo non sono deviazioni ed esagerazioni le uscite più apprezzate sui social?

Un pizzico di coerenza con se stessi non guasta e anche su questo il tycoon ha la sua linea. Irriverente ed estrema, ma con una propria traiettoria inalterabile.

Così un assurdo endorsement come la canzone di Martina Dell’Ombra a Trump dedicata (che potete ascoltare qui) non solo ha fatto impazzire il web, ma si è rivelata anche altamente profetica. Meglio di qualsiasi altro sondaggio pubblicato prima delle elezioni dello scorso novembre.

@LolloNicolao

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