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Facebook non lo usa più nessuno, è per vecchi (Chiara, 14 anni).                                 

Twitter è morto, ma io non l’ho ancora capito (Luca 31 anni).                                 

Instagram con le sue storie ha fregato Snapchat (Fabrizio, 25 anni).

 

Facciamo chiarezza – La concorrenza dei social network è un mercato ancora non ben definito in termini di soldi, ma in ottica di popolarità orienta milioni di persone. Ci sono social media che crescono in utenti, altri che arrancano in borsa. Ognuno però tenta disperatamente di eliminare tutti gli altri in una vera e propria guerra. Alcuni hanno il vizio di mangiare, come Facebook. Altri vogliono bypassarli, come Snapchat.

Dove vanno i consumatori vanno comunque anche i loro portafogli. Per aziende, politici, celebrità e media può essere questione di vita o di morte. Letteralmente.

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Andiamo per ordine – Da una parte c’è Facebook, dall’altra il resto del mondo 2.0. È così dal 2006, dopo le morti di Msn, Live Space e Netlog. Poi è arrivato il boom di Twitter, ora parzialmente imploso, e quello di Instagram, ancora in grande spolvero. Whatsapp fra tutte le app di messaggistica istantanea ha conquistato il cuore di tutti senza particolari resistenze.

Mark Zuckerberg dal suo alto trono sa come comportarsi con chi non può essere sconfitto: lo compra.

Prima Instagram nel 2012, poi Whatsapp nel 2014. A più riprese ha tentato il colpo Snapchat pregando Evan Spiegel. Lui: “3 miliardi di dollari? Troppo pochi per la mia app”.

Da qui la guerra dei mondi e una vendetta da consumare ad ogni costo. Se Twitter è agonizzante e Facebook stesso desueto, Zuckerberg è pronto lo stesso a tentare ogni mossa per uccidere Snapchat. Se non può con la “F” azzurra, ci proverà con il cavallo di battaglia Instagram.

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Scontro fra titani 

Snapchat ha gli snap che possono comporre delle storie? Riproduciamole su Instagram. Snapchat ha come dice il nome stesso una chat a parte? Doniamola anche ad Instagram. Testi e filtri per ogni invenzione sono ovviamente inclusi.

Un inseguimento che fa capolino a un plagio palese, ma in fondo non importa a nessuno. L’uso che se ne fa varia da utente a utente, ma per molti è più comodo rimanere su Instagram che ha anche una galleria permanente di foto. Se la adottasse anche Snapchat, di certo non la passerebbe liscia come il suo rivale.

Post Facebook sono obsoleti, i tweet rivolti solo a piccole nicchie. Contano solo le vite in diretta raccontate nel modo più originale possibile. Celebrità da seguire, vip da inseguire, sogni da perseguire. Ognuno deve sentirsi una piccola star e non può prescindere dal racconto fatto di foto e video del presente. Un storia da far sparire possibilmente in 24 ore.

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L’esperimento – Il duello messo alla prova

Bando alle teorie, in fondo cosa vi è di più utile di una dimostrazione pratica? Le 24 ore di vita prima della scomparsa dei contenuti torneranno utili anche in questa prova grottesca.

Una storia banale raccontata in prima persona. Senza un intervento copioso di filtri, emoji e testi. Rimanendo alle basi è bastata una piccola verifica delle reazioni. Perché senza visualizzazioni, messaggi o like, lo storytelling non servirebbe a nulla.

Milano, ore 18 di un freddo pomeriggio di gennaio. Al parco della Martesana ci sono cani accompagnati dai padroni e runner che sfidano l’umidità del naviglio. Un pretesto quotidiano molto semplice e neutrale.

Liberi da qualsiasi interesse specifico abbiamo lanciato due storie in parallelo, della durata di un minuto e venti secondi circa, da far fagocitare ai follower dei due contendenti.

1- Snapchat

 

La cerchia di visualizzazioni su Snapchat tende sempre ad essere più selettiva, ma si offre bene agli screenshot. Fra migliaia di snap la partecipazione non è elevata e molti utenti possono ignorare il contributo.

Il metterci la faccia suscita sempre curiosità, ma ad ogni modo nessuno si soffermerà dieci secondi sul video, a meno che il contenuto non sia particolarmente interessante o misterioso.

Fra snap c’è sempre un’agguerrita concorrenza e su questa app gli utenti navigano solitamente in velocità.

Il flusso di snap non sembra avere mai fine. Spunta anche chi chiede come la corsa reale e 2.0 sia andata a finire.

Vi è poi un quantitativo notevole di lenti che si aggiornano continuamente, così da incrementare la variabilità degli snap anche secondo logiche temporali, della serie “Renne a Natale, coniglietti a Pasqua, gelati in estate”.

2- Instagram

 

Lo storytelling  ha poche differenze nella sostanza, eppure le dinamiche del social media sono assai diverse. Su Instagram c’è già una timeline di foto. Le storie risultano così un valore aggiunto che fa la differenza.

Si trovano in cima allo schermo e captano subito l’attenzione. Non tutti le postano frequentemente. Per questo si è molto più propensi a vederle.

C’è inoltre una maggiore affezione agli amici di Instagram. Ciò si riflette in una moltiplicazione di commenti e interventi diretti in chat.

Non ci sono tutti gli strumenti di Snapchat, essendone solo un surrogato, ma i pochi presenti sembrano bastare per la maggior parte degli utenti.

Così Instagram, a differenza dello stesso Facebook in declino, tiene viva l’attenzione grazie alle tante novità (poco originali) che sono state subito ben accolte.

Senza raddoppiare le app presenti sullo smartphone, Instagram sta tentando di racchiudere più cose in un solo social network.

 

Chi vincerà?

Instagram è Golia. Muscolarmente più forte. Addestrato a far male, tenta di colpire ai fianchi il nemico rivoltandogli contro le sue stesse armi. Il plagio resta il suo tallone, senza dimenticare però che Achille era ritenuto invincibile.

Snapchat è Davide. Aspetta astutamente di crescere senza perdere la propria identità, fino a sconfiggere i Filistei e diventare re. I millennial sono con lui perchè se Instagram è un social per over 20, il fantasmino è il regno dei teenager. Può vincere alla distanza, però si teme che sia come Ettore. Coraggioso sì, ma destinato a perdere. Ucciso o venduto come schiavo a Mark Zuckerberg.

Dipende dal proprietario Evan Spiegel. Per quanto miliardi di dollari rimarranno solo noccioline?

@LolloNicolao

 

 

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