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“Vesuvio lavali col fuoco”. Il razzismo territoriale sulle tastiere degli Iphone. Nei giorni scorsi la polemica si è riversata contro Apple. Al digitare “Vesuvio” uno dei primi suggerimenti era “lavali”, proprio come il coro cantato negli stadi di calcio contro i tifosi napoletani.

Non solo “lavali”, perché a queste parole si possono aggiungere, sempre via consiglio, anche “col” e “fuoco”. Al poco simpatico slogan si poteva infine far corredo con un’emoji. La fiammella ( 🔥 ) prontamente fornita.

Il caso ha messo l’azienda di Cupertino sul banco degli imputati, ma il meccanismo di suggerimenti nelle chat che aiuta milioni di utenti non è gestito dall’alto.

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Anche sui social media il rimpallo virale dello sdegno per Whatsapp è stato immediato. Ma va menzionato un dettaglio tecnico.

I suggerimenti sulla tastiera sono organizzati in algoritmi e questi sono forniti dagli utenti stessi.

Se “lavali” è tra i primi suggerimenti sul tousch screen, la responsabilità non è di Apple ma degli utenti stessi.

Nelle conversazioni private la parola “lavali” ha seguito “Vesuvio” almeno in un caso su tre. La colpa di razzismo territoriale ricade così su coloro che frequentano assiduamente le chat dei propri cellulari.

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Il bello e il brutto dei social network. Belli per la democraticità e il potere che dà agli utenti, meglio di una democrazia diretta. Difficile condannarli, perché si basano sull’uso che ne fanno le singole persone. Facili fonti di polemiche, perché riescono a sollevare il lato peggiore degli uomini con una trasparenza perfetta.

@LolloNicolao

 

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