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Facebook etichetterà le news ritenute “fake” dagli utenti, ma non le eliminerà. È come un segnale di pericolo, per identificare la qualità delle notizie senza censurarle.

Sembra essere questa la soluzione di Mark Zuckerberg per tutte le accuse degli ultimi mesi. Facebook non si prenderà la responsabilità di un editore per fare da filtro alla diffusione delle bufale, ma si limiterà a fornire agli utenti un valore di autenticità.

Per ora è prevista solo l’etichetta “disputed” (contestata), ma presto le notizie potrebbero essere votate con una, due o cinque stelle, come i ristoranti e gli hotel su Trip Advisor.

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La responsabilità di diffondere falsità viene così ribaltata dalla possibilità di giudicare le informazioni pubblicate sul web, ma sarà compito degli utenti farlo. La pagella delle news sarà così compilata dagli iscritti di Facebook, senza che il social network assuma le responsabilità di un editore. Basterà un click sul monitor o un tap sullo schermo, proprio come mettere un like. Difficile dire se l’etichetta aiuterà a distinguere le notizie false da quelle vere, ma è una mossa astuta per dribblare il rischio bufale senza incorrere nella censura, una pratica che provocherebbe altri problemi.

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Decidere cosa lasciare e cosa togliere dalle bacheche e dalle timeline presenterebbe problemi di autorità e metodo.

Di autorità nel momento in cui le tipologie di informazioni sono talmente varie che distinguere le vere dalle false sarebbe difficile senza implicare elementi di giudizio. Quindi chi potrebbe svolge un lavoro simile, una commissione così equa e onniscente da garantire equilibrio e trasparenza?

Di metodo perché censurare le fake news andrebbe contro i principi di libertà e democraticità dei social media. Eliminare le notizie false toglierebbe agli utenti il diritto di leggerle e valutarle. È un voto di fiducia, sebbene i lettori continuino a condividere le bufale. Non importa identificarle come false o ritenerle vere, il traffico sui media digitali si genera lo stesso.

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A tutti i problemi che seguono la scelta di Facebook non rappresenterà la soluzione, molto auspicata da Macron e Merkel in vista delle prossime elezioni in Francia e Germania, ma almeno fornirà un elemento in più per orientarsi.

Un modo per combattere la viralità delle fake news senza danneggiare il diritto d’espressione. La cieca fiducia nel buon senso degli elettori val bene un bollino di qualità al posto della censura.

@LolloNicolao

 

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