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MILANO- “Non bastano i like, non servono le visualizzazioni. Quei mi piace devono diventare clienti, le interazioni online devono creare valore”.
Con Donald Trump alla Casa Bianca e il dilagare delle bufale sui profili personali e nelle chat di gruppo, il messaggio lanciato dalla sede del Sole24Ore di Milano è cruciale.
Torna come ogni giugno il Social Media Marketing Day, evento organizzato da Andrea Albanese, social media manager che lo ideò cinque anni fa inaugurando la diffusione della cultura sui social media. Una giornata di conferenze e interventi divisi in sedici parti, tante quante sono stati i relatori. Un confronto per gli addetti ai lavori, coloro che gestiscono gli account dei social network per le aziende e le istituzioni, ma attraente anche per tutti coloro che si accontentano di navigare sul web.

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Albanese ha inaugurato la giornata con le tendenze seguite dai social . L’ultimo anno ha segnato il dominio del “live”, funzione ormai comune a molte piattaforme ma che resta preponderante su Facebook. Il social network fondato da Mark Zuckerberg è in testa a tutte le opportunità di mercato possibili. La prossima realizzabile sarà la diretta televisiva con l’interazione degli utenti. Uno strumento che può far guadagnare milioni ribaltando le regole di mercato.

Acquisire la capacità e la competenza di usare con efficacia i social network non serve solo al business, ma anche alla vita di tutti i giorni. Il direttore dell’Ansa Luigi Contu e Sergio De Luca (Confcommercio) hanno messo in guardia sulla viralità delle informazioni diffuse, non sempre confermate: “Le bufale esistono da sempre, ma oggi con tanti strumenti diversi e sempre più veloci è necessario non farsi sommergere, ma mantenere i tradizionali principi del giornalismo: verifica, affidabilità e responsabilità. Sono strumenti che valgono anche per gli aspiranti giornalisti di oggi. L’informazione ha solo cambiato veste, social media e fake news non hanno alterato la sua natura”.

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Dal giornalismo alla gestione delle crisi di reputazione. Tutelare il proprio brand è fondamentale per tutti. Imprese, partiti politici e istituzioni devono saper rispondere alle critiche online e a reagire con chiarezza e trasparenza. Uno degli esempi della giornata è stato condiviso da Claudia Marchi, ragazza di 28 anni che, lavorando con il padre, gestisce il marketing sfruttando le potenzialità di Linkedin. Altri esempi di successo sono GroupOn e BlaBlaCar, citati da Nicola Cattarossi e Andrea Savane, che hanno mostrato esperienze e modi alternativi per soddisfare il bisogno dei singoli.

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Nel corso del pomeriggio molti giovani, iscritti ai master del Sole24Ore, hanno raggiunto l’auditorium interno alla sede per seguire gli interventi. Come insegna il SmmDay, ci vuole estrema professionalità per utilizzare i social, ma questo campo riguarda tutti. “Il mondo del lavoro odierno non può più prescindere dalle piattaforme social”, parola di Andrea Albanese.

@LolloNicolao

 

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