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Alla fine della crisi economica l’uomo è tornato a sfamare la sua vera indole. Al lupo si può chiedere di perdere il pelo ma non il vizio. Dopo tre elezioni presidenziali negli Stati Uniti, tre legislature italiane e sei governi, dieci anni, quaranta stagioni e centoventi mesi, la spesa degli italiani è tornata a crescere. Nel primo trimestre del 2017 il Censis ha registrato nel 2017 un incremento trimestrale dell’1,3 per cento rispetto a dicembre e una annuale del 2,6 rispetto al 2016, mai così alta dal 2011.

Ma il consumatore del 2007 non è quello di oggi, ormai evoluto in forme sempre più perfette. Iperinformato, infedele, nativo globalizzato e 2.0, l’uomo resta consumatore a dispetto di tutti i sociologi che paventavano il ritorno alle origini, con il pane e la pasta fatti in casa. Invece siamo sempre lì, con le borse della spesa e l’occhio concentrato sulle offerte, meglio se nelle grandi distribuzioni. Il carrello usato come un cavallo di battaglia verso abbigliamento, alimentari e ogni tipo di prodotto.

Il sogno restano i farmaci al supermercato, comprati come fossero caramelle, ma quello che più caratterizza il nuovo consumatore è la sua infedeltà. Conta il bio, conta il chilometro zero, la provenienza e la moda, siano il veganesimo o l’ecologismo, ma non importa più il marchio. Per la comodità e la convenienza il consumatore della fine degli anni Dieci del terzo millennio è predone di tutto ciò che sia sottocosto e di rapido consumo. Per questo è diventato uno scaltro combinatore dei canali d’acquisto fisici e digitali. Un italiano su due prova il prodotto in negozio e poi lo compra sul web. Le donne possono comprare gli assorbenti su Amazon a meno di 2 euro, gli uomini privi di idee puntano alle smartbox in offerta alle casse dei supermercati, quando non sanno cosa regalare alle consorti per l’anniversario.

Ma non c’è solo chi improvvisa. Il 50 per cento compra se ha già letto di un prodotto sui social network e se la scelta è stata fatta dai propri amici di Facebook o approvata dai contatti di Whatsapp. Un italiano su tre scrive i propri commenti sui social, mentre le loro figlie amano comprare le borse che le fashion blogger preferite hanno postato su Instagram. Per questo è importante che ogni punto vendita abbia il wifi accessibile a tutti. Un controllo o una notifica dell’ultimo minuto può sempre servire.

Infine il negozio del futuro che gli italiani sognano è quello che non dovrebbe chiudere mai e trovarsi sempre sotto casa, perché l’uomo si sa, è consumatore a qualsiasi ora e nessuno può reprimere la sua natura.

@LolloNicolao

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